On the Turning Away – Perchè creare?

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On the Turning Away

On the Turning Away – Fine Art

Perché creare? Perché sono spinta a farlo, perché a volte è un richiamo che non si può ignorare. Perché quella mattina di Marzo in cui ho creato quest’immagine avevo la mente in subbuglio, ero agitata e volevo assolutamente uscire e fare qualcosa che mi facesse sentire di nuovo viva. La sera prima ero andata a correre e avevo visto le nuvole farsi sempre più scure e cariche all’orizzonte. Si preannunciava un po’ di pioggia, e io ne ho bisogno come ne hanno bisogno i prati e le montagne. Ero stufa di questo sole che mi fa vedere tutto piatto, le nuvole donano dinamicità, creano domande, insicurezze, ti permettono di guardarti dentro.

Ecco, questa poca pioggia e queste poche nuvole non potevano essere lasciate andare, dovevo fissarle in un’immagine, che era già pronta nel mio quaderno. Era stata ispirata dall’ascolto di una canzone dei Pink Floyd, che amo, “On the Turning Away”. È una canzone che parla di guerra, ma non era questo che volevo raccontare. Volevo raccontare solo la sensazione lasciatami da quelle note, come un turbinio di aria in tempesta, come respirare il profumo del temporale ed esserne colmi, e trattenere quell’aria nei polmoni e sentire che purifica, dall’interno, e che ogni singolo poro viene attraversato da una piccola luce impalpabile.

E allora ho preso la macchina la mattina presto, alla ricerca di un posto che raccontasse quello che volevo raccontare. Le nuvole si stavano già diradando, temevo che non sarebbero durate abbastanza. Mi sono addentrata nei prati bagnati, con gli scarponi che sprofondavano nel terriccio umido. Ed è bastato questo a farmi sentire viva di nuovo e a farmi dimenticare tutti i pensieri di quel momento. C’era il profumo dell’erba, della terra, il contatto con la natura, io che diventavo natura in quel momento stesso, ero un tutt’uno con essa.

E così ho dato vita a quello che avevo in mente. Ho posizionato il cavalletto, ho cercato qual era l’inquadratura migliore, ho messo a fuoco, mi sono cambiata (essere in abito da sera la mattina in mezzo al nulla ha qualcosa di particolare) e ho iniziato a scattare. E più scattavo pezzi dell’immagine più mi sembrava di vederla ricomporsi piano piano. Non ero più solo io in quel campo, non avevo addosso un vestito normale, ma ero già lei, con quei capelli più lungi dei miei e quel vestito enorme che si librava nell’aria come mosso da vita propria, con quella forza, quasi a voler sprigionare tutta l’intensità del temporale incombente e allo stesso tempo a volerla custodire in sé come una pietra preziosa.

Creare per me è un’esigenza, un’espressione del mio essere più vero e più profondo. E ora che ha preso forma in me non potrei mai farne a meno.

 

2 commenti to “ On the Turning Away – Perchè creare?”

  1. Pietro dice:Rispondi

    Ciao Maria Chiara, leggo questo post, poco dopo un nubrifagio improvviso che mi ha colpito un’ora fa rientrando a casa. Sono colpito, perche’ cercavo il tuo blog e mi sono imbattuto in questo bellissimo tuo post, nelle tue foto, e nel fatto che anche per te “On the turning away” e’ una delle tue canzoni preferite.

    1. mcpadmin dice:Rispondi

      Ciao Pietro!! Grazie! Scusami, sono un po’ lenta con il blog 🙂 Sono felice che ti sia piaciuto questo post, è scritto con il cuore.. E quella canzone.. stupenda!!

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